​​

Clément Bérini

Artista, educatore, leader

Testo inedito di Lise B. L. Goulet, progettato e scritto come parte del corso di storia francese dell'Ontario dato dal sig. Paul-François Sylvestre, nell'autunno di 2011 presso il campus del Collège Boréal di Toronto.

​​

Introduzione

"Clément Bérini scelse di intraprendere una carriera artistica nel nord dell’Ontario, una regione in cui le risorse a sua disposizione erano limitate. A costo di notevoli sforzi, riuscì a produrre un'opera degna di interesse critico e divenne un modello per altri aspiranti artisti del nord.” (Spadafore: 2000: pag. 9)

 

Clément Bérini, per chi lo conosceva, era un originale, premuroso mentore e appassionato artista. Intraprendente e curioso, il suo percorso era ricco di colpi di scena, anche se viveva in una piccola città nella foresta boreale dell'Ontario settentrionale. La sua presenza dinamica, il suo eterno umorismo, la sua visione di un mondo migliore ottenuto con il lavoro collaborativo e la sua instancabile energia creativa, lo rendono una personalità indimenticabile. Per molti era considerato un modello "accessibile",  per usare l'attuale gergo pedagogico, ovvero un mentore benevolo, sempre coerente. Era curioso, possedeva un buon senso dell'umorismo e raramente parlava di sé stesso. Portato alla riflessione e alla contemplazione, l'arte, secondo lui, era tale solo se il prodotto finale esprimeva una espressione personale. Questa era infatti lo scopo dell'esistenza.

"Berini, ha cercato di elevare la sua esperienza da livello personale a contributo sociale. La stima di tutti coloro che lo conoscevano testimonia la piena misura del suo successo." (Ibid.: pp. 41)

 

Opera dell'artista

 

Clément Bérini (1930-1996) si distingue dagli altri artisti del nord dell’Ontario poiché, negli anni '50, aveva ricevuto la sua formazione accademica da Alfonso Lesperance, maestro formatosi alla Regia Accademia di Belle Arti di Roma. Questi infatti, nato da una modesta famiglia franco-canadese di Montreal, fu il  mentore di Clément Bérini.

 

Mentre le grandi rivoluzioni sociali ed estetiche scuotevano Montreal negli anni 1940 e 1950, Bérini camminava sulla scia del suo maestro il cui stile accademico lo teneva lontano dall'avanguardia artistica. Lo stile di maturità di Clément Bérini "incarna un'odissea spirituale che lo ha catturato nella sua giovinezza" (Ibid: pag. 9) e l'immaginario religioso degli inizi, ispirato al rinascimento e alla tradizione greco-romana, benché predominante, è stato trascurato negli anni 1960 e 1970 senza mettere da parte il linguaggio figurativo che gli ha dato forma.

 

Nel corso degli anni '60, il giovane artista scopre Georges Rouault e, con lui, l'arte moderna. Impressionato dal pathos che emerge dal lavoro di questo artista, Bérini esperimenta il potenziale del linguaggio visivo, dell'espressività e della finalità emotiva dell'opera stessa. Ma abbandonare la rappresentazione letterale del soggetto non era senza una lotta interiore. E la sfida fu talmente grande che Bérini decise infine di "preservare la forma, pur trascendendola" (ibid., pag. 10).

 

Per fare questo, l'influenza del Der Blaue Reiter è stata decisiva in termini di colore e quelli degli orfisti e sincronistici ancora di più. Impregnati delle loro scienze, il lavoro di Bérini si liberò gradualmente dai vincoli del realismo per essere rinfrescato in una sinfonia diafane del pigmento, rivelando un'immagine stilizzata, "calma e sublimata" (ibid., pag. 10), simbolo del bene spirituale, e lontano dalle preoccupazioni sociopolitiche ed estetiche della fine del millennio.

 

Il lavoro di Bérini è pittorico (pittura a olio), ma anche il lavoro tridimensionale fa parte del suo repertorio. Il murale, l'artigianato, l'opera grafica e architettonica marcano, fra un tempo e l'altro, il percorso dell'artista. I punti di riferimento dell'artista erano molteplici, aveva una collezione impressionante di libri d'arte e diapositive, dalle collezioni dei numerosi musei che aveva visitato.

 

Il suo lavoro adorna le pareti di vari luoghi pubblici (ad esempio, a Timmins: il liceo Thériault, l'ospedale regionale di Timmins, il ristorante l’Armise, il centro culturale la Ronde) e le case di vari privati in Ontario e nel Québec.

 

Note biografiche

 

Clément Joseph Bérini nacque a Timmins il 25 febbraio 1930 da Blanche Gauthier e Joseph Berini. Sua madre era una nativa franco-canadese di Buckingham che, insieme a tanti altri, aveva intrapreso l'esodo verso la nuova Ontario, una terra promessa a partire dal ventesimo secolo. Come insegnante aveva imparato a gestire le condizioni di lavoro secondo la Legge 17, un affronto alla popolazione francofona dell'Ontario, senza pertanto accettarne il concetto. Il padre dell'artista era nativo di Taino, un piccolo villaggio della Lombardia, in provincia di Varese. Dopo aver lasciato Fort William (ora Thunder Bay), una città situata sul lago Superiore dove la sua famiglia si era affermata non appena arrivata in Canada nel 1888, Joseph aveva acquisito una solida esperienza di minatore dopo di che si era lanciato nell’estrazione mineraria. Successivamente, fu co-proprietario del "Timmin's Garage" e in seguito proprietario di un commercio di vulcanizzazione che diventò fiorente. I genitori dell'artista si incontrarono a Timmins: questa coppia seria e matura il cui matrimonio si qualificava come esogame, ebbe sei figli: Thérèse, Jean-Paul, Marcelle, Moïse, Clément, Jean-Charles.

 

Clément Bérini proviene quindi da una famiglia benestante e profondamente cattolica, di lingua francese e inglese. Il padre dell'artista proveniva da una famiglia della piccola nobiltà che, impoverita dalla guerra, era stata costretta a trovare un futuro migliore in Canada. Ma  nel contesto di quell'epoca, il giovane Joseph si era rapidamente assimilato alla cultura locale e in età adulta parlava solo l'inglese. Tuttavia, quando i figli arrivarono all'età scolastica, li inviò tutti alla scuola di lingua francese a Timmins, che era sovvenzionata dal governo fino all'ottavo grado. Le scuole superiori, erano disponibile solo in inglese, così che i bambini Bérini dovettero continuare a studiare nelle scuole residenziali dell'Ontario e del Québec. Clemente fu inviato a Ottawa presso lo Juniorato del Sacro-Cuore. È lì che "si risveglia all'arte, sia nella sua dimensione pratica ed estetica, oltre ad assorbire un senso di giustizia sociale e di impegno missionario per gli svantaggiati" (ibid., pag. 12). Una lezione che farà la sua strada nell'adolescente, nel giovane adulto e nel l'uomo che diventerà.

 

Anni di formazione

 

Nel 1945 Clement Berini si reca a Ottawa per seguire un corso classico presso il Juniorato del Sacro-Cuore. Egli afferma: "sono stato influenzato dall'arte antica dalle classi di latino e greco e ho cominciato ad assimilare la bellezza dell'arte della Grecia antica" (Spadafore: 1988: p. 36). Ma presto, la disciplina troppo rigorosa della scuola lo portarono a chiedere ai suoi genitori il permesso di trasferirsi a Montreal per seguire studi di belle arti. Anche se riluttanti all'idea i suoi genitori gli diedero il permesso e, nel settembre 1947, l'aspirante artista si recò a Montreal dove si iscrisse allo "Studio Salette": aveva 17 anni. 

 

Salette, il Maestro, si era laureato all'Académie de Lyon, e impiegava artisti come docenti della sua scuola, tra cui Alphonse Lesperance, che era da poco arrivato da Roma, dove aveva trascorso dieci anni di formazione nell'arte del restauro, del ritratto e della natura morta, con artisti del Vaticano e insegnanti presso la Regia Accademia di Belle Arti a Roma. Va notato che prima del 1936, data di partenza del Lesperance per l'Italia, l'aspirante artista aveva preso lezioni per un anno all'Ecole des Beaux Arts di Montreal, da Charles Maillard. Quest'ultimo, avverso all'arte avanguardista, lo aveva influenzato in quella posizione estetica che Clemente Berini adottò a sua volta. 

 

E stato quindi con fiducia che Berini entra nello studio "Stile Romano" recentement creato dal Lesperance (1948). Per due anni l'aspirante artista si prestò al lavoro "della composizione, della teoria del colore e del disegno di figure" (Spadafore: 2000: p.15) L'esperienza di questo periodo lo ha portato a elaborare un suo stile di pittura non senza un grande sforzo di sperimentazione e di tormento che arrivarono a maturazione vent'anni dopo. 

 

Nell'autunno del 1950 Berini torna a Montreal per diventare l'apprendista del suo maestro che aveva appena aperto una attivita di restauro; come la tradizione dell'"apprendista" del medioevo, vivrà con il suo maestro e si ricollegherà per il fatto stesso con la cultura dei suoi antenati paterni. Come nella sua famiglia d'origine anche la famiglia Lesperance era bilingue: francese e italiano. Farà parte della famiglia per i prossimi quattro anni e manterrà legami di profonda amicizia con Alphonse fino alla sua morte.

 

Per quattro anni, "riceve una formazione tecnica intensiva: Impara a disegnare e preparare i modelli, a mescolare e abbinare i colori, l’applicazione di foglie d’oro, a marmorizzare le superfici e a restaurare oggetti di legno e marmi." (Ibid.: pag. 18) Al termine di questa formazione il Ministero del Lavoro del Quebec gli conferisce il diploma confermando cosi la sua competenza. Nell'anno seguente, 1955, diventa supervisore dell'esecuzione dei lavori di Lesperance, si occupa della negoziazione di contratti e bilanci con i clienti e acquisisce nuove competenze che gli torneranno molto utili nel resto della sua carriera.

 

Tra i vari contratti di lavoro l'artista ha occasione di tornare a Timmins dove condivide il suo tempo tra la casa di famiglia e una capanna improvvisata che costruisce sulla terra paterna non lontano dal lago Nighthawk. Occupa il suo tempo con il disboscamento delle terre, con la manutenzione del giardino, con la pittura in cui si concentra in temi legati alla vita bohémien e alla natura. Eseguirà alcune ordinazioni da parte di padre Breen, pastore della Chiesa dei Santi-Martiri-Canadesi a Iroquois Falls, tra le quali una copia di dipinti commemorativi dei martiri gesuiti massacratati in Huronia nel 1649.

 

Lontano dalla vitalità della metropoli, Bérini combatte l'isolamento frequentando la troupe teatrale locale guidata da Vita e Cecil Linder e per la quale realizza decorazioni scenografiche. Inoltre frequenta i concerti delle Jeunesses Musicales: Berini è stato un amante della musica classica per tutta la vita. Inoltre l'artista offre i suoi sevizi al "Dante club" dove sono organizzate manifestazioni culturali per la communità italiana. Si prende cura dello scenario della Timmins Symphony Orchestra, che organizza annualmente un grande concerto. Il lavoro viene svolto con diversi volontari e diventa, dal 1987 al 1994, un'attività artistica di collaborazione ricorrente. Offre i suoi servizi alla Cattedrale di Sant'Antonio, dove un comitato di volontari, sostenuto dall'artista si incontra settimanalmente per preparare gli stendardi della settimana.  Fino alla fine della sua vita Bérini è coinvolto nella Comunità alla quale fa dono della sua esperienza e della sua leadership. 

Anni di ricerca e sperimentazione

 

L'avventura di Montreal si conclude nel 1960, per le condizioni sfavorevoli del mercato. Lespérance chiude l’impresa. Berini non immagina la tragedia famigliare che lo attende. Il marito della sorella Marcelle, Armand Goulet muore in un incidente di lavoro. Ciononostante Marcelle decide di mantenere la casa appena acquistata e Clément la aiuta a renderla proficua: si presta ad affrescare le pareti dell'appartamento principale, come aveva fatto per le  chiese.

 

Nel 1963, J. Conrad Lavigne gli offre la posizione di direttore artistico alla rete televisiva CFCL,  che lui stesso aveva aperto a Timmins nel 1956. L'ambiente di lavoro, in cui Berini si trova, gli ricorda per molti aspetti le sue esperienze del decennio precedente. Anzi  "... le sue responsabilità includono la supervisione degli assistenti, la creazione della firma grafica della stazione e la realizzazione di grafiche pubblicitarie, la proiezione di accessori per trasmissioni e giornali, e la produzione di effetti speciali.” (Ibid.: pag. 22) Per una società  senza esperienza, il cui budget era limitato, le competenze di Bérini sono largamente apprezzate e sfruttate. Quest'ambiente di lavoro gli permette di esprimere la sua natura inventiva e creativa.

Prosegue col ritratto e la natura morta aggiungendo anche paesaggi. Verso la fine degli anni '60 le sue nuove esperienze nel linguaggio non figurativo, non fanno che confermargli la sua essenza di pittore figurativo.

 

Boom culturale nell'Ontario francofono

 

Nei primi anni '70, il periodo in cui Bérini perde il lavoro alla CFCL coincide con il boom culturale dell'Ontario francofono. E' l'inizio della creazione di una serie di centri culturali in tutta la provincia. L'Ufficio per la formazione culturale francofona "Ontario Arts Council" CAO era stato istituito con lo scopo di finanziare ed addestrare animatori culturali. Berini viene formato da questo ente per poter insegnare varie tecniche agli artisti locali che a loro volta formeranno i membri delle loro comunità. 

 

La visione dei fondatori del centro culturale La Ronde, di creare un punto di contatto per i francofoni di Timmins, corrispondeva a quella di Bérini che a sua volta sognava di creare una comunità artistica che attraverso la vendita del suoi prodotti al negozio- galleria avrebbe garantito vitalità agli artisti del centro. Berini, una volta assunto come coordinatore organizza installazioni di workshop e seleziona animatori che forniscano un'istruzione di qualità a tutta la comunità di giovani e anziani. L'entusiamo trabocca e presto nasce "... Action Jeunessse, un programma dove gli adolescenti insegnano ai bambini sotto la supervisione di adulti addestrati da Bérini... (ibid.: pag. 25)." Nel corso di un periodo di tre anni, ogni estate, più di 200 giovani vengono introdotti a cinque discipline artistiche diverse.

 

 La Ronde  diventa anche un luogo di incontro e lavoro volontario intorno a un progetto di decorazione avviato da Bérini per abbellire le sale di riunione. Enormi pannelli decorativi rappresentano le attività della città e il lavoro svolto di buon umore, le battute e le discussioni più gravi radunano rapidamente la comunità intorno al centro culturale.

 

L'artista e' fortemente deluso quando, pochi anni dopo, la gestione del centro comincia ad esercitare un crescente controllo sull'accesso agli ateliers. Mentre gli artisti lavoravano lì durante il giorno e fino a tarda notte, i gestori iniziano a bloccare le porte secondo un regime incompatibile con lo stile di vita e il lavoro degli artisti. Questi lasciano gradualmente il centro e infine smantellano gli ateliers. La mancanza di comprensione della gestione e l'inevitabile fallimento causato al progetto di una forte comunità artistica, impegnata intorno a La Ronde, rimarranno, per Bérini, una fonte di grande amarezza.

Dalle gallerie didattiche a BRAVO

 

Dalla metà degli anni '70 fino alla fine degli anni '80 Bérini divide il suo tempo tra l'insegnamento e l'elaborazione di un'opera di maturità. Insegna arti visive al liceo Thériault e continua a dare lezioni private nel suo laboratorio e per il Northern College nelle comunità circostanti. Viaggia, visita le grandi collezioni europee, esplora, sperimenta e scopre un percorso plastico in cui impegnarsi. Il suo viaggio in Germania nel 1974, dove vide le opere dei gruppi Die Brücke e Der Blaue Reiter, così come i dipinti ispirati ai cubisti come Franz Marc e Lionel Feininger fu decisivo. Nel 1978, l'analisi del catalogo del sincronismo espositivo e dell'astrazione del colore americano, esposta al Whitney Museum di New York, completa la sua ricerca. Infatti, è stato alla fine degli anni '70 che "lo stile precedentemente naturalistico di Bérini ha completamente dato modo all'astrazione" (ibid., pag. 30).

 

L'artista si impegna nel comitato organizzatore della galleria didattica del liceo Thériault. Il progetto, finanziato dall'ufficio degli affari francofoni del CAO, è destinato agli alunni delle scuole superiori. Era nato, nel 1975, da un'idea di Louise Latrémouille e Jean-Claude Bergeron, insegnanti di arti visive al liceo La Salle di Ottawa. "Il progetto [...] è quello di portare gli artisti francofoni nelle scuole per presentare, esporre e vendere le loro opere." (Ibid.: pag. 27) Nel suo complesso, il progetto rafforza l'esigenza di una produzione coerente da parte degli artisti. Più precisamente, il progetto sviluppa capacità per l'organizzazione e gestione di mostre.

 

Nelle comunità isolate dell'Ontario (ad esempio, la scuola superiore di North Bay Algonquin, la scuola superiore Welland Confederation, la scuola superiore regionale di Hawkesbury), il progetto sta guadagnando popolarità.Gli studenti vengono esposti a varie pratiche artistiche, e incontrano artisti diversi. La comunità non solo si vede esposta all'arte contemporanea francofona, in particolare dell'Ontario, ma gode anche del vantaggio di sviluppare attraverso il contatto col prodotto artistico l'idea e l'abitudine della collezione.

 

Clément Bérini espone le sue opere alla galleria didattica del liceo Thériault  e nel novembre 1980 presenta al grande pubblico la sua prima collezione "nel nuovo stile prismatico" (ibid. 32). Il successo è immediato. La mostra prevista dalla comunità è organizzata in temi tra cui quelli della musica e della barca a vela. Contina la sua carriera tra mostre collettive e mostre personali in tutta la provincia, ma soprattutto nel Nord dell’Ontario (ad esempio, Ontario North ora padiglione a Toronto 1982-85, Louis Riel High School in Gloucester in 1985, Timmins Museum: centro espositivo nazionale in 1982 e 1989, Galleria Emma Cotti a Iroquois Falls, 1992).

 

Dagli anni '80 fino alla sua morte, realizza grandi progetti collettivi insieme ai suoi alunni come parte del progetto di introdurre sempre nuovi artisti nelle scuole: (ad esempio programma del CAO, École Secondaire André-Laurendeau a Ottawa c. 1983 e Louis-Riel in Gloucester c. 1984). Egli accetterà alcuni inviti da altre scuole e comunità, progetti finanziati in parte o non dal CAO (ad esempio, Centre culturel Louis-Hémon in 1988, Jeanne-d'Arc scuola elementare a Fauquier e Thériault scuola secondaria in 1995). 

 

Nel 1986 nel contesto di “La nuit sur l’Etang”, gli viene reso omaggio per il suo grande contributo. Riceve il prestigioso nuovo premio Ontario "... una distinzione assegnata ogni anno a una persona che è stata identificata nel campo delle arti. Il tributo sottolinea la qualità della produzione artistica di Bérini così come il suo impegno e la dedizione alla comunità artistica francofona. (Ibid.: pp. 33)

 

Berini sostiene “Perspective Huit”, un gruppo multidisciplinario fondato nel 1988, nel nord dell'Ontario, composto da giovani artisti visivi, poeti e cantautori che praticano, tra le altre cose, l'arte della performance. L'artista infatti  è sempre pronto a sostenere nuove iniziative. Bérini partecipa a tutte le presentazioni pubbliche del gruppo i cui membri « si esibiscono nei centri commerciali, creano sculture da oggetti trovati in una miniera di Kirkland Lake, e organizzano mostre di prestazioni presso i ristoranti di Kapuskasing e Hearst. >>(Ibid.: pp. 36) Così, il gruppo si unisce al pubblico generale piuttosto che limitarsi agli eventi espositivi organizzati in Galleria, e prende le distanze dai problemi estetici a favore delle preoccupazioni sociali.

 

Alla fine degli anni 1980, la rete di gallerie educative è ora guidata da Pro-Arts, un’organizzazione "... che si è offerta volontaria per servire artisti francofoni per sei anni...” (ibid., pag. 36). Quando nell'autunno 1991 Pro-Arts si scioglie per cedere la via alla creazione dell'ufficio degli artisti visivi dell'Ontario (BRAVO)  avviene un cambiamento nel modo in cui gli artisti francofoni dell'Ontario si organizzano. Il lavoro da pioniere della rete di gallerie educative e Pro-Arts avrà, per gran parte, contribuito al volo di BRAVO. Infatti, queste due entità avevano aperto la porta alla possibilità di una comunità artistica forte e impegnata nell'Ontario francese già nel 1975.

 

Posizione e rivendicazioni nelle arti

 

Nel novembre 1991, quaranta delegati fra cui Clément Bérini partecipano all'incontro della fondazione BRAVO a Toronto. La Fondazione (organizzazione non governativa – ONG), si occupa della promozione degli artisti e diffusione delle loro opere. E' organizzata in quattro filiali o uffici regionali: il nord, il centro-nord, il sud-est e l'est.  Ogni filiale ha la responsabilità di incoraggiare gli artisti della sua località ad aderire al gruppo e a mobilizzare i piani di promozione e divulgazione.

 

Berini è mentore e "polena" di BRAVO-nord. Nel 1992 la filiale decide di intraprendere un progetto di formazione, promozione e raccolta di fondi: un portafolio composto da opere dei membri di BRAVO-nord, sotto forma di serigrafie, sarà prodotto e venduto dalla Galerie de l'École secondaire Thériault. Normand Fortin di Kapuskasing è incaricato della formazione all'arte della serigrafia. I workshop di La Ronde sono riservati al lavoro creativo. La stampa delle opere è limitata a 75 copie e otto artisti decidono di partecipare al progetto.

 

Quando i premi governativi nelle arti iniziano a diminuire nei primi anni del 1990, gli artisti saranno spinti a protestare e Bérini si unirà alle rivendicazioni. Nel 1991, il ministro dell'Ontario per la cultura e le comunicazioni, Rosario Marchese, istituisce un gruppo di studio per "... un aggiornamento sulla cultura Franco-ontariana, e formula raccomandazioni per garantirne il futuro.” (Ibid.: pp. 38) Bérini si impegna a fare parte del comitato presieduto da Yolande Grisé. Il rapporto sarà intitolato: “RSVP! Clef en main”.

 

Gli ultimi anni di Clément Bérini saranno altrettanto fecondi come quelli precedenti e, anche se comincia a sentire l'effetto dell'età, si presta, con Maurice Gaudreault e Colette Jacques (artisti membri di BRAVO-Nord), a seguire un progetto della Città di Timmins, che consiste ad adornare di oggetti le gallerie di una miniera d'oro, diventata attrazione turistica. 

 

Si iscrive a corsi di ceramica al College du Nord dove produce una serie di rappresentazioni sul tema del Requiem. Continua anche il lavoro comunitario e educativo nelle scuole. Prepara l'ultima sua mostra intitolata “Les orgues de la Saint-Sylvestre” per la Galleria Emma Cotti a Iroquois Falls: le opere vengono eseguite su porte che saranno sospese dal soffitto sotto forma di installazione. Spiega al giornalista Dave Hunt: "Queste opere sono un ritorno ai giorni in cui restauravo le chiese. Non era raro che al tempo stesso che eseguivamo i nostri lavori di ristrutturazione, altri lavori venivano eseguiti sull'organo, e che un mare di tubi ci circondavano.” (Ibid.: pp. 38-39) Questo è l'ultimo lavoro di Clément Bérini in cui si puo vedere sia un ritorno alle fonti, che un nuovo inizio. Per la sua presentazione questa installazione si distingue da tutte le mostre che aveva finora realizzato.

 

La preoccupazione di coinvolgere la comunità attraverso il lavoro collaborativo e il suo incrollabile sostegno alla gioventù e alle nuove generazioni, rendono Clément Bérini una personalità di statura: per citare il linguaggio pedagogico del Ministero dell'educazione in materia dell'approccio culturale all'istruzione, Clément Bérini è davvero un "... referente culturale [must dell'Ontario francese e uno, per non dire il,]... punto di riferimento culturale... (Ministero dell'educazione: 2009: pag. 24) di tutti coloro che lo conoscevano.

Conclusione

 

Clément Bérini si rinnova fino al suo ultimo respiro. All'età di 62 anni passa dal cavalletto all'installazione. Il viaggio dal naturalismo all'astrazione non è stato privo di turbolenze e tormenti, ma, attraverso la ricerca e il lavoro, ha elaborato un linguaggio estetico che lo ha liberato dal realismo e fa passare il suo lavoro nella nicchia dell'innovazione. Le sue immagini diafane e stilizzate, calme e sublimate, sono uniche e frutto di una solida formazione, di una pratica rigorosa e del desiderio di realizzarsi con l'arte. Inoltre, Clément Bérini è anche il prodotto di un'educazione francofona impegnata sia in termini linguistici che sociali: ha partecipato a tutte le iniziative che promuovano lo sviluppo della cultura, della lingua e dell'arte in Ontario francese. Nella sua comunità, e' stato l'animatore dinamico, l'educatore esperto e il mentore benevolo. L'energia e la passione dispiegate in tutto ciò che ha intrapreso, l'accoglienza dell'altro e la cura che ha messo nel suo lavoro come educatore lo rendono un modello accessibile e amato dal suo entourage. Fu ugualmente apprezzato dalla comunità anglofona che lo circondava e con la quale lavorò e collaborò. Artista, educatore, leader era Clément Bérini.

Bibliografia

Ministère de l’Éducation. (2009). Une approche culturelle de l’enseignement pour l’appropriation de la culture dans les écoles de langue française de l’Ontario. Cadre d’orientation et d’intervention. Imprimeur de la Reine pour l’Ontario. Toronto. 81 pages.

Spadafore. Anita, L. (1988). Synchromies in Yellow, Blue and Violet: an interview with Clément Bérini dans Northward Journal. No 45. Page 36.

 

Spadafore. Anita, L. (2000). A Spiritual Odyssey / Une Odyssée spirituelle. Timmins Museum National Exhibition Centre, South Porcupine, Ontario. 120 pages.

 

Farmer, Diane (1996) "Artisans de la modernité. Les centres culturels en Ontario français" Les presses de l’Université d’Ottawa. Collection Amérique française. 239 pages.

Goulet, Lise (2007) Proposition pour que Clément Bérini devienne membre honoraire de BRAVO. Annexe au procès-verbal de l’AGA de BRAVO tenue à Mattawa au Centre écologique canadien le 10 juin 2007

Sylvestre, Paul-François (2006) "Création d’un groupe de travail pour une politique culturelle" dans Les Hiers de l’Express de Toronto.

Musée des arts visuels de l'Ontario français

http://mavof.org/clement-berini/

Logo Fondation Clément Bérini Foundation

Fondation

Clément-Bérini

Foundation